Francesco Chiantese

Il teatro è sempre un atto di fede; ogni sogno, ogni scrittura, ogni segno che il teatrante compie è da considerarsi un atto di fede; di fede verso se stessi.

Occorre ritornare al culto sacro della fedeltà nei confronti della propria poetica, di una poetica che sia fedele all'individuo a cui appartiene.

Solo questa fedeltà ci consente di dialogare con ciascuna persona ed a tutte contemporaneamente.

Senza compromessi che rendano la nostra poetica maggiormente commerciabile, maggiormente addomesticabile, maggiormente fruibile, maggiormente capibile, maggiormente della maggioranza.

"Occorre innanzitutto che questo teatro sia" (A. Artaud).